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LO “STRANO” SILENZIO SUL MANCATO FALLIMENTO DELLA NOSTRA AZIENDA

Dal Blog dei dipendenti della DIMA COSTRUZIONI SPA, è possibile scaricare in automatico la sentenza della Corte di Appello di Roma – 1° Sezione Civile, datata 25 Luglio 2011, dal quale atto risulta la  revoca del fallimento dell’azienda in questione.
SENTENZA REVOCA FALLIMENTO DIMA COSTRUZIONI

E’ proprio da quanto sopra che, scaturiscono nei dipendenti della DIMA COSTRUZIONI SPA, delle considerazioni amare, frustranti e  al  limite del surreale. Esse sono dovute all’inazione delle parti sociali e delle amministrazioni pubbliche, le quali per logica dovrebbero manifestare la massima collaborazione per dare alle parti attualmente in sofferenza, il giusto appoggio per tentare tutte le strade che leggi e regolamenti dello Stato, (vedi la Legge Prodi-bis,) offrono per salvare un’azienda in difficoltà che opera da anni sul proprio territorio. Infatti, all’epoca degli avvenimenti che portarono la DIMA sull’orlo della catastrofe finanziaria e sociale con la paventata perdita del posto di lavoro e del salario per centinaia di maestranze e impiegati, tutte le parti politiche e sindacali – che attualmente sembrano state colpite da una speciale narcosi collettiva – insorsero reclamando una specie di condanna d’altri tempi nei confronti del titolare dell’impresa, Raffaele Di Mario reo di aver arrecato un danno tangibile a centinaia di dipendenti delle sue e di tutte le altre aziende dell’indotto.Alla revoca del fallimento, però, nessuno ha più osato aprire bocca. Ma che strano atteggiamento! Nemmeno un politico che abbia detto, “bene, facciamo qualcosa per salvare il salvabile”, nessun sindacalista che abbia manifestato un refolo di fiducia, come a dire: “siamo contenti per i nostri iscritti, poiché vorrà dire qualche cosa se la Corte d’Appello ha emesso una tale sentenza. Evidentemente l’imprenditore potrà far fronte ai propri debiti mediante capitali da monetizzare, quindi potrebbero esserci delle reali speranze di salvare con l’azienda posti di lavoro e stipendi”.

Nulla di tutto ciò e avvenuto!

Non è surreale tutto questo? Oppure, vi è un disegno che contrasta con la segreta speranza dei dipendenti della DIMA di poter riottenere il posto di lavoro e lo stipendio?

Qualcuno ci venga a dire che tutto ciò è campato per l’aria e quello che nostro malgrado ci viene da pensare, ovvero che qualche potere vuoi esso politico oppure economico, oppure di altra natura e, magari tutti assieme, abbiano la convenienza che vada tutto in malora per propri bassi interessi di bottega.

E’ giocoforza pensare che, questa totale indifferenza da parte di tutte le istituzioni (Comune, Provincia, Regione, Sindacati, ecc.), preposte alla tutela di chi lavora e paga le tasse debba farci rimpiangere un Raffaele Di Mario, il quale se avrà sbagliato di sua sponte ci penserà la giustizia a formulare un equo  giudizio sui suoi eventuali demeriti, ma da parte nostra, rimanendo così le cose saremo costretti a sostenerlo con cognizione di causa, poiché da sempre, sappiamo come egli abbia cercato appoggi e sostegni da più parti pur di salvare l’azienda e i posti di lavoro per i suoi dipendenti.

DIPENDENTI GRUPPO DI MARIO

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2 commenti su “LO “STRANO” SILENZIO SUL MANCATO FALLIMENTO DELLA NOSTRA AZIENDA

  1. Sono la figlia di un fornitore della DIMA COSTRUZIONI SPA, sono arrivata a questo blog per caso, cercando di reperire informazioni sull’azienda dalla data ormai “famosa” del fallimento: da quel momento mi tengo aggiornata sul Vs. blog. Proprio a tal proposito colgo l’occasione per ringraziarVi della Vs. presenza sul web senza la quale non avremmo potuto apprendere molte informazioni.
    In relazione al silenzio ed al torpore che pare aleggiare su tutta la faccenda non posso far altro che darvi ragione: proprio ieri ci interrogavamo sul perché non ci fosse stata notificata la revoca del fallimento della DIMA che abbiamo appreso casualmente dal “Messaggero” ad agosto…
    Anche noi, come credo altri fornitori siamo completamente stupiti dalla totale mancanza di considerazione che TUTTI sembrano mostrare, soprattutto prendendo atto che anche noi fornitori, come voi dipendenti, stiamo rischiando veramente QUALSIASI COSA pur di rimanere a galla e continuare a dare lavoro ed uno stipendio ai ns. dipendenti. Dal mio piccolo punto di vista credo anch’io che la proprietà dell’azienda, nella persona di RAFFAELE DI MARIO, abbia commesso degli errori, spontanei o meno, ma mi trovo anch’io in accordo nel rimpiangerla. Abbiamo lavorato con la DIMA per quasi 15 anni ed anche negli ultimi anni di difficoltà si è sempre trovato un modo per far fronte alla situazione. Ovviamente non conosco le dinamiche all’interno dell’azienda e non so a chi siano riconducibili le responsabilità di un fallimento improvviso, ma credo che la riapertura dei cantieri e la ripresa dell’attività dell’azienda sia ora l’interesse primario.
    Ad ogni modo mi terrò aggiornata per appoggiare qualsiasi iniziativa e tentare, per quanto possibile, di incrementare il “passaparola”.

  2. Sono l’unico dipendente fuori provincia e capirete bene quanta poca informazione io possa avere.
    Lessi di una richiesta del sindacato che chiedeva almeno un parziale pagamento prima di Natale.
    Vi sarei grato se teneste informato anche a me.
    Grazie e tanti auguri.
    Spartaco Bottaccioli

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