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Crisi del lavoro a Pomezia, un’amara riflessione: quando anche nei drammi si fanno figli e figliastri

Di seguito  un articolo a firma di Alessandro Bellardini pubblicato sulla “Voce del lazio”, che ben definisce il nostro pensiero attuale, ed il nostro stato di animo

Crisi del lavoro a Pomezia, un’amara riflessione: quando anche nei drammi si fanno figli e figliastri

L’importante punto messo a segno ieri sera a favore dei lavoratori Sigma Tau dimostra una cosa: l’unione fa la forza, e questa è una gran cosa. Peccato però che questa imponente mobilitazione collettiva da parte di istituzioni ed opinione pubblica non ci sia stata per altre realtà del territorio, pensiamo alla Playtex, ad Emmelunga, Aiazzone ed al Gruppo Di Mario tanto per fare alcuni esempi; i lavoratori di queste aziende infatti sono a casa da più di un anno nell’oblio più totale

Come ampiamente riportato sia dalla nostra testata che dalla maggior parte degli organi di stampa nazionali e locali, la giornata di ieri ha segnato un importante punto messo a segno dalle forze sindacali della Sigma Tau, che sono riuscite a portare a casa il significativo risultato di stoppare (almeno per il momento) la procedura di cassa integrazione che doveva partire il prossimo 27 dicembre, con l’impegno preso dalla proprietà a non effettuare atti unilaterali fino al 13 gennaio 2012, data nella quale si terrà un nuovo summit  presso il Ministero. A nostro avviso, l’incontro di ieri, meglio di così non poteva proprio andare, e potrebbe rappresentare il primo passo verso l’obiettivo finale, ossia la salvezza di quei 569 lavoratori  colpiti da un “provvedimento di espulsione”scellerato ed ingiustificabile, speriamo bene. Ma in questa sede, più che parlaredella vicenda Sigma Tau in sé per sé (lo abbiamo fatto e continueremo a farlo in altri articoli) vogliamo partire dalla vicenda Sigma Tau per arrivare ad una conclusione

decisamente più ampia e più amara, ossia che anche in queste tragedie legate al mondo del lavoro, tragedie che sconvolgono e mettono sul lastrico intere famiglie, si fanno, purtroppo, figli e figliastri. Assistere all’abbraccio collettivo di ieri sera fuori dal Ministero tra lavoratori, sindacati, politici, giornalisti e semplici cittadini accorsi soltanto per dare la propria solidarietà, ci ha fatto pensare ad una cosa tanto banale quanto attuale: mai come in questi casi infatti, è vero il detto che l’unione fa la forza.  Una forza che sta portando a sovvertire un verdetto che sembrava già scritto, una forza che nasce dall’unione dei lavoratori con le proprie rappresentanze sindacali, dalle istituzioni con i lavoratori, dall’opinione pubblica con le istituzioni; insomma, una forza collettiva e prorompente, a difesa del territorio e dei lavoratori. Basti pensare ad esempio alla grande manifestazione di domani, agli appelli che vengono da tutte le parti affinché ci sia il maggior numero di partecipanti possibili (i giornali si sono letteralmente scatenati, alcuni di essi si fanno addirittura portabandiera della rivolta, ergendosi, soltanto adesso però, a paladini del diritto al lavoro). E tutto questo è una grandissima cosa, ci mancherebbe altro, e siamo ben lieti di constatare che finalmente Pomezia si è svegliata. E’ già, perché a questo punto penso proprio che fino a ieri Pomezia (intesa sempre come istituzioni, opinione pubblica ecc ecc) abbia probabilmente dormito. Proprio così, perché della forza prorompente di cui parlavamo poc’anzi, purtroppo, non si è vista nemmeno l’ombra in altre tragedie occupazionali che hanno letteralmente devastato il territorio pometino e la sua gente.  Mentre ieri assistevamo alla giusta e comprensibile festa dei lavoratori Sigma fuori dal Ministero, che quanto meno almeno una prima piccola vittoria parziale possono festeggiarla, il pensiero di chi scrive andava invece a tutti coloro che, nello stesso territorio e soprattutto con gli stessi identici protagonisti in campo (istituzioni  e sindacati in primis) non hanno avuto la stessa attenzione: pensavo ai tanti lavoratori ex che popolano il nostro territorio: pensavo agli ex Emmelunga, agli ex Aiazzone, agli ex Gruppo Di Mario, agli ex Playtex, e potremmo continuare per almeno un altro paio di righe. A tutte queste centinaia di persone infatti, ad eccezione di qualche spot volto più a strappare applausi e a farsi un pò di pubblicità sui giornali piuttosto che a risolvere la situazione, di certo non è stato riservato lo stesso “trattamento” (non so se è il termine più adatto ma rende l’idea) e si ritrovano adesso a casa, senza lavoro, e senza la benché minima speranza verso un futuro che appare sempre più nero, tutto questo tra l’altro nell’oblio generale e generalizzato.  Un collega giornalista ci ha scritto che la mobilitazione di domani “parte dai lavoratori Sigma Tau ma arriva in un periodo particolarmente difficile per il territorio pometino, colpito dalla crisi economica con un polo industriale che sta crollando da due anni a questa parte. Una crisi del lavoro senza precedenti che richiede la partecipazione di tutti per salvare il lavoro”. Ebbene, al collega vorrei rispondere che nel territorio pometino non c’è (purtroppo) più alcun lavoro da salvare, lo chiedesse per conferma ai tanti ex di cui parlavamo prima. Comunque una cosa è certa, Pomezia si è svegliata, evviva…

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