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Fallimenti d’oro: “Dal giudice Taurisano operazioni poco trasparenti”

Nuovo colpo di scena nell’inchiesta della Procura di Perugia sullo scandalo dei fallimenti d’oro, scandalo che come detto ci riguarda molto ma molto da vicino. E’ di questa mattina infatti, un’interessantissima intervista  che la  giornalista de “il messaggero”  Mariella Careddu ha fatto al presidente Ciro Monsurrò, che apre scenari del tutto inaspettati e non fa che alimentare i nostri dubbi, gettandoci sempre più nello sconforto poiché siamo sempre più convinti di essere stati  le vittime sacrificali di un sistema che per raggiungere i propri scopi ha mandato sul lastrico centinaia di famiglie. Vi riproponiamo il pezzo integralmente:

di Mariella Careddu

ROMA – Il giorno dopo torna il sereno o quasi. A ventiquattrore dal blitz nella sezione Fallimentare del tribunale di Roma, dove i militari hanno sequestrato computer e fascicoli a caccia di prove dei presunti favoritismi nelle nomine dei curatori, il presidente, Ciro Monsurrò, è seduto alla sua scrivania come fosse una giornata qualunque. «Sono sereno, perché so come andrà a finire. In questi anni ne ho attraversati di mari in tempesta, chi mi conosce lo sa. Non ho i capelli bianchi per nulla: ci sono già passato. Sono stato denunciato perché ho segnalato delle irregolarità». Il magistrato non lo dice, ma il riferimento è a Francesco Taurisano, ex giudice del Fallimentare, che ha denunciato il presidente del Tribunale civile, Paolo De Fiore, e lo stesso Ciro Monsurrò, accusandoli di gestire una sorta di mercato delle nomine dei curatori fallimentari, attraverso il quale sarebbero stati favoriti amici e parenti. La Procura di Perugia ha aperto un’inchiesta e disposto le perquisizioni scattate martedì mattina nell’ufficio e nell’abitazione di Ciro Monsurrò.

Quindi la denuncia contro di lei è una vendetta?

«Non mi piace la parola vendetta. Di sicuro se fossi rimasto a guardare quello che mi succedeva intorno, non sarebbe accaduto nulla. Sono certo che molti miei colleghi si sono chiesti: A Ciro chi gliel’ha fatto fare? Ma sono un magistrato ed è mio dovere denunciare quello che non va».

Quale ruolo ha avuto Francesco Taurisano nell’inchiesta della procura di Perugia?

«Taurisano ha denunciato me e il presidente Paolo De Fiore, perchè siamo i diretti responsabili del suo trasferimento che, sia ben chiaro, non è stato volontario, ma imposto dall’alto».

E’ cominciato tutto alla fine dello scorso anno. Si ricorda come?

«Il nove dicembre ho ricevuto una lettera dal presidente De Fiore, nella quale si chiedevano spiegazioni su certi aspetti non trasparenti nell’attività del collega. Quattro giorni dopo, ho risposto dicendo che quello che gli avevano riferito era vero, che Taurisano si era autoassegnato una procedura molto importante contravvenendo alle disposizioni interne».

Per la verità risulta che è stato lui a chiedere di essere trasferito.

«Non voglio scatenare polemiche, ma non è giusto lasciar credere che questo signore se ne sia andato sbattendo la porta, dopo aver denunciato le schifezze che si fanno qua dentro. Non è così. Molti anni fa, quando ero in un’altra sezione, è successa la stessa cosa. Io e il mio gruppo di lavoro abbiamo scoperto una situazione e l’abbiamo segnalata. Quello, per tutta risposta, ci ha denunciato. Ora lui è stato radiato e io sono ancora qui. Quando ieri sono arrivati i carabinieri non mi sono preoccupato affatto. Loro fanno il loro lavoro ed io faccio il mio. Staremo a vedere come andrà a finire».

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