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DA POMEZIANEWS24 – La valanga di denunce-querele arriva in Procura

Avevano annunciato battaglia ed armati di carte bollate ex dipendenti ed ex fornitori sono pronti in trincea
L’avevamo anticipato solo qualche giorno fa, era nell’aria, la ‘vendetta’ di quanti – tra ex fornitori, ex dipendenti, ex appaltatori – loro malgrado sono diventati protagonisti nella articolata vicenda del fallimento Dima è giunta ad un punto fermo.  Anticipata da una affollata ed accalorata riunione  la valanga di denunce  nei confronti di quanti hanno “giocato” in questa vicenda (funzionari, consulenti, tecnici, banchieri, amministratori delegati) ha intrapreso la strada delle Procure. “Non abbiamo più niente daperdere – aveva detto un ex fornitore – io come tanti sono finito in mezzo ad una strada, dicevano che il Gruppo non poteva pagarci poiché insolvente eppure c’erano consulenti che dallo stesso Gruppo insolvente percepivano 700euro l’ora, è una truffa bella e buona, questa gente va denunciata”. E così èandata. E’ stata inoltrata nelle scorse ore all’attenzione della Procura della Repubblica di Velletri, di Roma e di Perugia, una articolata e copiosa denuncia querela firmata da decine di ‘vittime’ . Una lunga premessa redatta dall’avvocato Alberto Veccia per arrivare all’esposto-denuncia in cui si chiede “la penale punizione per tutti i soggetti accertati quali colpevoli dei reati ipotizzati” edaltresì si chiede “l’urgente sequestro di tutte le somme illecitamente versate alle banche dal gruppo Dimafin dall’anno 2009 ad oggi”. Il coro imponente di proteste va oltre e sconfina nell’atto più attuale prendendo anche nella dovuta attenzione le ultime notizie relative alla reale posizione di Raetia SGR e allo scandalo dei fallimenti d’oro di cui si sta occupando la Procura di Perugia.Nello specifico i firmatari chiedono alle Procure destinatarie “disporre urgentemente il sequestro dei fascicoli delle procedure fallimentari pendenti presso il tribunale di Roma relativi alle Società del gruppo stesso”.

Le prime scosse si erano fatte sentire ma ora questo sembra l’inizio di un vero e proprio terremoto giudiziario, epicentro la rabbia e l’amarezza della povera gente decisa, oggi più che mai carte alla mano, a dare battaglia senza sconti ai signori dell’alta finanza, delle banche e  degli affari

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