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Da www.pomezianews24.com Esclusivo. Un documento in nostro possesso scoperchia l’affaire Parco della Minerva: il fallimento della DIMA non c’entra niente, i lavori sono fermi senza un motivo apparente

Un nuovo colpo di scena (e questa volta, credeteci, il colpo è di quelli davvero grossi) scuote l’affaire Parco Della Minerva, in una vicenda che inizia ad assumere veramente i connotati di un giallo alla Alfred Hitchcock. La nostra approfondita inchiesta giornalistica infatti, volta  a trovare qualche risposta ai tanti perché che circondano il cantiere di via Casale della Crocetta, è giunta a sorpresa ad un punto di svolta, una svolta che rovescerebbe completamente il quadro della situazione e che potrebbe scatenare un vero e proprio terremoto: un documento esclusivo in nostro possesso infatti, dimostra chiaramente ed inequivocabilmente che la causa di sospensione dei lavori (fermi ormai da più di un anno) non è assolutamente imputabile al fallimento della Dima Costruzioni e che (di conseguenza) i circa trecento acquirenti potrebbero già dormire sonni tranquilli nelle proprie nuove abitazioni se non fossero accaduti avvenimenti (diciamo così) “non proprio ortodossi”.

I FATTI PRESUNTI – Quando abbiamo iniziato ad occuparci della questione Parco della Minerva, mossi  dalle numerose segnalazioni e denunce che venivano dagli acquirenti stessi, che nel frattempo si erano riuniti in un Comitato, la prima cosa che abbiamo fatto è stata quella di andare a parlare direttamente con i diretti interessati, di conseguenza abbiamo intervistato l’amministratore delegato di RAETIA SGR (la società committente), alcuni acquirenti ed un responsabile dell’agenzia immobiliare FRIMM (l’agenzia che ha il mandato di vendere gli appartamenti), praticamente le tre parti in causa. Ebbene, a partire dal dott. Martino Dettori (l’ad di RAETIA SGR) per finire con buona parte dei protagonisti della vicenda, la spiegazione che ci è sempre stata data all’unisono è che  “la colpa della sospensione dei lavori è  da imputarsi esclusivamente al fallimento della Dima Costruzioni”, ossia la ditta appaltatrice, quella (per intenderci) che materialmente doveva eseguire i lavori.  In parole povere, il fallimento della DIMA ha bloccato i lavori, con buona pace di chi continua a pagare per un alloggio che avrà chissà quando.

UNA PREMESSA IMPORTANTE – La legge che regola l’affidamento di un appalto prevede  che la ditta appaltatrice deve presentare, tra i diversi documenti, una comunicazione di inizio lavori, corredata da una certificazione sulla regolarità contributiva (DURC) dell’impresa esecutrice, che rappresenta la conditio sine qua non per poter procedere con l’inizio dei lavori.

I FATTI REALI – Ebbene, è a partire da questo punto che i conti non ci tornano più. Dopo aver intervistato i diretti interessati infatti, ed aver appreso che la sospensione dei lavori è da attribuirsi al fallimento della DIMA, per capire qualcosa in più siamo andati a cercare quei famosi documenti che la ditta incaricata di eseguire i lavori a Parco della Minerva deve aver presentato in termini di legge. E volete sapere qual è la cosa incredibile che abbiamo scoperto? Che non risulta alcuna comunicazione di inizio lavori, con annesso modello di regolarità contributiva dell’impresa (durc) intestata alla DIMA COSTRUZIONI, e questo per un semplice motivo:  la DIMA non è la ditta incarica ad eseguire i lavori a Parco della Minerva.  Scartabellando tra le carte infatti, risultano diverse società che erano incaricate a tutti gli effetti di portare avanti i lavori al Cantiere di Parco della Minerva, e di una di queste (la EDIL CORATTI SAS) abbiamo proprio il documento che attesta la comunicazione di inizio lavori, relativo al permesso a costruire  numero 9 del 03/08/09 prot. 64497 P.E. 8226 relativa all’intervento di : Realizzazione di edificio residenziale – Torre Z8 – lotto I  che in data 08/10/09 avranno inizio i lavori sopra citati. (vedi doc. A allegato). Il nome delle altre lo faremo quando entreremo ufficialmente in possesso degli altri  documenti.

CONSIDERAZIONI – Dopo questi nuovi fatti che sono venuti alla luce, cosa dovrebbero pensare gli acquirenti che già si sentivano truffati per un situazione che li sta portando sul lastrico? Ci chiediamo, ma è mai possibile che la RAETIA SGR non sia mai venuta a conoscenza di questa anomalia?  E come ha fatto ad affidare l’appalto a Dima Costruzioni se la stessa non ha mai presentato il DURC visto che aveva problemi già dal 2009? Ed il direttore dei lavori, come è possibile che non si sia mai accorto di questo? E tutte le società di property che hanno proprio il compito di vigilare in questo senso? E tutti i numerosi consulenti che sono stati nominati cosa hanno fatto?   Se a far peccato spesso ci si azzecca, sembrerebbe quasi una mossa volta a voler guadagnare tempo… Senza tralasciare il fatto che, (e l’intervista potete rileggerla sul nostro portale) l’ad di RAETIA SGR ci aveva dichiarato che a breve sarebbe stato firmato un protocollo d’intesa tra il dott. Rocchi curatore fallimentare della DIMA, (Sì, ma a questo punto che c’entra? In questo caso la figura del curatore è davvero fuori contesto), la RAETIA stessa ed un consorzio di sub appaltatori della DIMA per l’imminente ripresa dei lavori a Parco della Minerva, consorzio (e la cosa è davvero singolare) che secondo le nostre ricerche vedrebbe al suo vertice proprio un ex dirigente della DIMA Costruzioni facente parte del pool di professionisti voluto a suo tempo dalle banche. Un’altra considerazione poi merita il Comune di  Pomezia che ha rilasciato le concessioni, ci chiediamo, avrà fatto le opportune verifiche?  Insomma, abbiamo capito che la vicenda Parco della Minerva nasconde lati oscuri ed anomalie che meritano di essere approfonditi ulteriormente, ed è quello che ci ripromettiamo di fare continuando a cercare tra carte che adesso iniziano a scottare davvero. Probabilmente qualcuna delle parti in causa non ha detto propriamente la verità, a tutto discapito di persone che continuano a vedersi negati i propri diritti e che sono finite (loro malgrado) in una situazione decisamente più grande di loro. Ci auguriamo che a breve si possa far piena luce su tutta la situazione e, soprattutto, e che gli acquirenti prendano finalmente possesso delle loro abitazioni.

Ecco il documento di inizio lavori

documento inizio lavori

 

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