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Da Pomezianews24.com la lettera di un dipendente dell’Hilton Garden Inn di Bologna :“accordi e inciuci a scapito della povera gente”

Post tratto da www.pomezianews24.com

Di seguito, pubblichiamo una lettera che ci ha inviato un dipendente dell’Hilton Garden Inn di Bologna San Lazzaro, un importante complesso alberghiero – congressuale realizzato dalla Belchi 86, una delle società del Gruppo Di Mario dichiarata fallita.

Sono un dipendente dell’Hilton Garden Inn di Bologna, un’importante e prestigiosa realtà turistico congressuale realizzata dalla Belchi 86, una delle società del Gruppo Di Mario dichiarata fallita dal Tribunale di Roma il 23 Marzo 2011. Vorrei dare il mio piccolo contributo per portare all’evidenza dell’opinione pubblica un altro risvolto poco chiaro delle vicende seguite al fallimento e che, a mio avviso, rappresenta l’ulteriore schiaffo ai miei ex colleghi del Gruppo Di Mario. E’ ormai cosa nota, la maniera in cui è stata condotta la vendita del complesso Hilton Garden Inn: non c’è stata una vendita all’asta, che avrebbe permesso di ottenere il miglior prezzo di realizzo sul mercato, ma un’assegnazione diretta alla UGF, banca che su tale bene vantava un’ipoteca a garanzia del proprio credito. Tutto questo sarebbe normale, se non fosse che l’assegnazione è stata fatta ad un prezzo “stracciato”, si stima di oltre il 40% inferiore al reale valore del complesso! In pratica l’Hotel Garden Inn è stato svenduto a discapito degli altri creditori della Belchi 86, creditori che avrebbero potuto vedere soddisfatte le proprie aspettative, almeno in parte, se il prezzo realizzato dalla vendita fosse stato quello giusto. Un ulteriore particolare si aggiunge a questo quadro: si è saputo che il Centro Congressi che fa parte del complesso e che era stato realizzato dalla Belchi 86 con tecnologie assolutamente all’avanguardia sta per essere “smantellato” in quanto l’UGF, attuale proprietaria del bene, sta rivendendo tutte le attrezzature tecniche alla società che le aveva a suo tempo installate e che, per tale lavoro, non era stata pagata. Anche questo potrebbe essere normale, se non fosse che questa società sedeva nel Comitato dei Creditori insieme a UGF ed ha avallato, quindi, la vendita con assegnazione diretta del bene alla stessa UGF, in cambio, sembra, di aiuti e sostegni finanziari e, a questo punto si può pensare, anche della promessa di potersi riprendere a condizioni vantaggiose le attrezzature che aveva installato. Anche questa operazione sembra quindi il frutto di “accordi” e “inciuci” fatti dai potenti a scapito della povera gente, e con ciò mi riferisco ai miei ex colleghi che hanno perso il lavoro e ai piccoli fornitori che non vedranno probabilmente mai soddisfatte le loro ragioni. Insomma continuano le speculazioni sulla pelle della povera gente e nessuno fa qualcosa per fermare questo scandalo.

Lettera Firmata

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