Lascia un commento

Crac Dimafin, sequestrati 31,6 mln a banche Coinvolte Unicredit, Italease e Tercas

Articolo tratto da repubblica.it

Il Gip ha deciso il provvedimento patrimoniale nei confronti degli istituti di credito “per aver soddisfatto i propri crediti in via preferenziale a danno” del gruppo facente riferimento all’immobiliarista molisano Raffaele Di Mario

MILANO – La magistratura romana ha sequestrato 31,6 milioni di euro a tre banche, Unicredit, Banca Italease e Banca Tercas, nonchè ad una società di factoring, la Factorit spa, nell’ambito dell’inchiesta sul crac del gruppo Dimafin di Raffaele Di Mario. Ad eseguire il sequestro è stato il gruppo di polizia valutario della guardia di finanza. A Unicredit sono stati sequestrati fondi per 12,9 milioni, a Factorit 2,7 milioni, a Italease 7,9 milioni e a Tercas 8,2 milioni.

Il Gip ha deciso i sequestri patrimoniali nei confronti della banche “per aver soddisfatto i propri crediti in via preferenziale a danno” del gruppo facente riferimento all’immobiliarista molisano Raffaele Di Mario. In questo filone dell’inchiesta della procura di Roma sono indagati oltre 20 funzionari e dirigenti delle società chiamate in causa. Secondo i Pm, i comportamenti tenuti dalle banche si configurano come concorso in bancarotta preferenziale e patrimoniale perchè, pur essendo a conoscenza dello stato di decozione del Gruppo, proprio perché principali creditori, hanno predeterminato l’impiego della ingente somma per soddisfare le loro esposizioni creditorie.

Tutto è legato a un’operazione del dicembre del 2008 quando alcune società appartenenti al Gruppo Dimafin avevano sottoscritto un atto in cui apportavano immobili e terreni a un fondo comune di investimento denominato “Fondo Diaphora 1”, gestito dalla Raetia Sgr. Questa operazione ha consentito al Gruppo di ottenere nuova liquidità finanziata dalle banche e formalmente destinata alla Sgr e non alle società conferenti, e ha comportato il pagamento dell’Iva da parte della Sgr verso le società apportanti per 42 milioni di euro. Le società del gruppo Dimafin, invece di pagare l’Iva all’Erario, hanno corrisposto oltre 31,7 (quelli sequestrati) alle banche creditrici in virtù di accordi formali intervenuti con le stesse.

Gli effetti di questa operazione – secondo le indagini – sono stati il mancato incasso dell’Iva da parte dell’Erario e la diminuzione da parte delle banche delle esposizioni nei confronti del Gruppo Dimafin con contestuale credito d’Iva nei conmfronti dello Stato da parte della Sgr. I 31,7 milioni di euro rappresentano la somma che la Finanza è riuscita a ricostruire nei dettagli ma gli accertamenti sono in corso per far luce sugli altri 11 milioni. Al di là del beneficio complessivo della banche, l’operazione, oggetto di indagine, ha determinato l’ulteriore vantaggio di aver trasferito il rischio su un nuovo soggetto giuridico formalmente terzo rispetto a Di Mario, la Raetia sgr, sicuramente dotata di più solide garanzie.

Tra gli indagati c’è l’ex direttore generale della Tercas, Antonio Di Matteo: nei mesi scorsi l’istituto è stato sottoposto ad amministrazione straordinaria “per gravi irregolarità e violazioni normative, ai sensi del testo unico bancario”. Per l’inchiesta sul gruppo Di Mario, invece, l’immobiliarista venne arrestato lo scorso anno..

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: